LA NOSTRA STORIA

E' nel lontano 1961 che risale la nascita del nostro Circolo, grazie alla passione e allo spirito d'impresa di quattro pionieri.
E' grazie a loro che i primi due campi da tennis diventano una realtà per chi voleva giocare a tennis in quel di Seregno.
I loro nomi: Francesco SILVA, Italo e Luciano PONTIROLI, Paolo TRABATTONI
Si giocava solo nella stagione estiva, ma bastava per soddisfare la voglia di tennis.
E' all'inizio degli anni settanta che vengono installati i primi due palloni pressostatici, che permettevano ai soci di giocare anche nella stagione invernale.


                     

                                                                                                                   il campo n° 1


Negli anni ottanta cresce il numero dei soci e la voglia di giocare.
I sogni di tanti appassionati di tennis prendono forma e nasce la sede della società.
Fino ad allora la sede era condivisa con altre società sportive in locali dello stadio di calcio.
E' una struttura prefabbricata in legno, circa venti metri quadrati, niente di che, ma che sintetizza la natura del nostro Circolo, funzionale, accogliente e senza lustrini.
Passa alla storia con il poco originale ma bel nome di "Casetta".
Dopo anni di trattative con l'amministrazione Comunale, finalmente nel 1987 si costruisce il campo n° 3.
Viene abbattuto il muro di allenamento, compagno di tanti solitari palleggi e che evitava inutili discussioni con l'avversario sulla pallina "dentro o fuori".

                                                                        campo 3

                                                                                                                       campo 3

Nel 1991 viene ampliata la sede, "La Casetta".

                    


Nel 1993 viene installata la copertura fissa del campo 2.
Un'elegante struttura ad arcate in legno lamellare, la superfice di gioco, terra battura, viene sostituita con un tappeto in PVC.
Nelle intenzioni di chi l'aveva scelta, avrebbe dovuto dovuto essere una superficie non troppo veloce, adatta ai "bravi " giocatori di Club.
Alle prime prove la pallina è sembrata rimbalzare via "pazza e dispettosa".
La senzazione è stata quella di aver dato vita ad un ottimo campo di hockey su ghiaccio.
Non tutti i mali vengono per nuocere: su quella superficie le nostre agonistiche non sono mai state battute.
Finalmente nel 1999 la superfice di gioco viene sostituta con quella esistente attualmente e che è una valida alternativa alla tanto amata "terra battuta".

                   

Il resto è storia recente.
Negli ultimi anni viene nuovamente ampliata la "casetta" con l'installazione di un porticato che nella stagione invernale si chiude, con vetrate scorrevoli, diventando un bell'acquario vivente per chi passa. 
Vengono ristrutturati gli spogliatoi, sia maschili che femminili.
Tanto è stato fatto, ancora ci sarebbe da fare.
Insomma il Club si guarda soddisfatto alle spalle, ma è già tutto immerso nei progetti che segneranno il percorso futuro.
Impossibile dimenticare "Martina" detta Marty
Anche lei fa parte della nostra storia.

                                                                         

 

         

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